Patent box sui beni immateriali

Patent box sui beni immateriali

D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 - Art. 5 (GU Serie Generale n.19 del 24-1-2015) - Legge 23 Dicembre 2014, n. 190 - Art. 1, Comma 37-44 e successive modifiche e integrazioni

NOVITA' CON L'ARTICOLO 4 DEL DECRETO CRESCITA

L’art. 4 del Decreto Crescita in vigore dal 01 maggio 2019, introduce un iter semplificato sia per quanto riguarda la procedura di accesso al beneficio, sia nel calcolo dello stesso.
Questa modifica agevola sicuramente le PMI anche per fatturati inferiori ai 10mln€.


La legge di Stabilità per il 2015 introduce, per le imprese che utilizzano e sviluppano beni immateriali, un'agevolazione del tutto nuova per il nostro ordinamento, ma già ben sperimentata in altri Paesi Europei: la normativa Patent Box.

I contribuenti che aderiranno al Patent Box potranno beneficiare di una tassazione agevolata, mediante un’esenzione da imposizione (IRES o IRPEF ed IRAP) che a regime raggiungerà il 50% del reddito derivante dall’utilizzo dei beni o diritti immateriali.

Beni immateriali agevolabili:

  • Software protetto da copyright;
  • Brevetti industriali siano essi concessi o in corso di concessione, ivi inclusi i brevetti per invenzione, ivi comprese le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione, i brevetti per modello d'utilità, nonché i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti a semiconduttori;
  • Marchi di impresa, ivi inclusi i marchi collettivi, siano essi registrati o in corso di registrazione fino all'esercizio 2016 compreso;
  • Disegni e modelli, giuridicamente tutelabili;
  • Informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete, giuridicamente tutelabili.

DURATA:

L’opzione ha durata pari a cinque periodi d’imposta (2015 – 2019), rinnovabile per ulteriori cinque anni, e una volta esercitata è irrevocabile.

Contribuenti interessati:

Sono ammessi al regime del Patent Box solamente i contribuenti titolari di reddito d’impresa, senza rilevare sotto il profilo dei requisiti soggettivi, la forma giuridica, la dimensione o il regime contabile adottato.

Beneficio fiscale:

L’adesione al regime del Patent Box consente ai contribuenti di escludere parzialmente da tassazione ai fini IRPEF o IRES e IRAP i redditi derivanti dall’utilizzo di determinati beni e diritti immateriali.

In particolare è stato previsto che tali componenti non concorrano interamente alla formazione del reddito, in quanto esclusi a regime per il 50% del relativo ammontare.

La quota del reddito agevolabile è determinata sulla base del rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo dei beni o diritti immateriali agevolabili e i costi complessivi sostenuti per la loro produzione. Condizione per poter accedere all’agevolazione è che il contribuente svolga attività di “ricerca e sviluppo”.

Tipologia di sfruttamento:

Il Legislatore, pur ammettendo entrambi all’agevolazione, distingue i redditi derivanti dall’utilizzo dei beni e diritti immateriali tra quelli conseguiti direttamente e quelli conseguiti indirettamente.
Diretto: rientrano i redditi derivanti dall’utilizzo diretto dell’intangibile da parte del contribuente all’interno della propria azienda. Si pensi ad esempio ad una società che utilizzando un proprio brevetto, colloca sul mercato dei prodotti realizzati attraverso l’impiego del prodotto. Nel solo caso in cui i beni o diritti immateriali siano utilizzati direttamente dall’impresa il loro contributo alla produzione del reddito complessivo deve essere preconcordato con l’amministrazione finanziaria attraverso un accordo che tenga conto delle norme previste per la procedura di ruling internazionale (Art. 8 Dl 269/2003).
Indiretto: rientrano invece quelle imprese che concedono in uso a un altro soggetto un proprio diritto e bene immateriale, a fronte di uno specifico compenso. Esempio le imprese che a fronte dell’incasso di “royalty” consentono l’utilizzo di un proprio diritto industriale a terzi. Nel caso dell’utilizzo indiretto tale adempimento non è richiesto.
Un decreto del ministero dello Sviluppo Economico, in concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, regolamenta le disposizioni attuative inerenti al nuovo regime opzionale.

Entrata in vigore e fase transitoria:

Il regime sulla Patent Box è entrato in vigore a partire dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2014.

Il meccanismo di esclusione del reddito è progressivo: per il primo esercizio d’imposta (2015) la percentuale di esenzione sarà pari al 30%, per il secondo esercizio d’imposta (2016) sarà pari al 40% e al regime dal 2017 in poi, l’aliquota di esenzione sarà pari al 50%.

Ulteriore agevolazione:

Aderendo al Patent Box è possibile usufruire di un’ulteriore agevolazione fiscale nel caso in cui il reddito sia derivante dalla cessione a terzi del bene o diritto immateriale. Non concorrono infatti a formare il reddito complessivo le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni o diritti immateriali a condizione che almeno il 90% dei corrispettivi della cessione venga reinvestito, prima della chiusura del secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri intangibili agevolabili per il Patent Box.

 

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