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Ricerca - Doppia strategia per incentivarne le spese

giovedì 21 novembre 2013

Ricerca - Doppia strategia per incentivarne le spese

Il governo ha in mente due mosse per realizzare l'«inversione di marcia» sul finanziamento della ricerca annunciata dal premier Enrico Letta. Accanto al più volte annunciato credito d'imposta sugli investimenti in R&S, che starebbe finalmente per vedere la luce, prende quota l'idea di destinare all'innovazione una sezione ad hoc del fondo di garanzia per le Pmi. Per entrambi il veicolo potrebbe essere la legge di stabilità attualmente all'esame del Senato. A confermare la doppia strategia all'orizzonte è stato ieri il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, durante le celebrazioni di ieri per i 90 anni di vita del Cnr. Tutto ciò in attesa del nuovo Pnr con le linee guida per la ricerca pubblica e privata, che la responsabile dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, presenterà entro metà dicembre. Il credito d'imposta La prima mossa a cui il governo sta pensando porta all'introduzione del bonus ricerca che le aziende attendono da anni. L'ultimo tentativo in ordine di tempo risale al governo Monti e alla scorsa legge di stabilità. Che aveva individuato sia il "contenitore" (un fondo ad hoc) sia il "contenuto" (i risparmi del piano Giavazzi sugli incentivi alle imprese), salvo poi restare lettera morta. Il testimone è stato raccolto dall'esecutivo in carica. E, in particolare, dal ministero dello Sviluppo. Anziché attuare quella disposizione il Mise ha messo a punto un'altra norma nell'ambito del collegato sviluppo esaminato in via preliminare dallo scorso Cdm, che potrebbe transitare ora nella legge di stabilità 2014. Sotto forma di un credito d'imposta pari al 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo svolte dalle imprese rispetto all'anno precedente. Da qualsiasi azienda, senza distinzione di dimensioni e forma giuridica, a patto che abbia investito almeno 50mila euro e fermo restando che l'agevolazione massima non potrà superare i 2,5 milioni di euro. Per finanziare l'incentivo verrebbero messi a disposizione 200 milioni all'anno per il prossimo triennio della prossima programmazione comunitaria 2014-2020, sempreché venga raggiunto l'accordo in seno alla Commissione Ue. Questo credito d'imposta 2.0 differirà dai suoi predecessori anche nelle modalità di fruizione. Nelle intenzioni del dicastero di via Molise le imprese potranno utilizzare una piattaforma elettronica dedicata che dovrà garantire una procedura priva di graduatorie e rendere conoscibile l'ammontare delle risorse di volta in volta disponibili. Il fondo di garanzia La seconda leva che l'esecutivo intende azionare passa invece dal fondo di garanzia per le imprese. Ma anche in questo caso la norma è già contenuta nel collegato sviluppo ed è in predicato di transitare nella stabilità. Nell'ambito di un nuovo sistema di garanzie a raggio ampliato, che supererà i confini dell'attuale Fondo centrale per le Pmi, si punta infatti a creare al suo interno una sezione specificamente dedicata all'innovazione. A tal fine verrebbe stornata una dotazione iniziale di 100 milioni (da incrementare con eventuali fondi Ue della nuova programmazione) che verrebbe destinata alla concessione di garanzie a copertura delle prime perdite su portafogli costituiti da finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (Bei) per i grandi progetti di innovazione industriale. In questo modo il perimetro operativo del Fondo si estenderebbe dalle Pmi alle grandi aziende. Ai 100 milioni di risorse nazionali se ne aggiungerebbero 500 targate Bei. Con l'obiettivo esplicito, grazie all'effetto moltiplicatore, di movimentare progetti innovativi per circa 1,2 miliardi di euro. Il Pnr 2014-2020. Sempre in tema di ricerca altre news sono in arrivo dall'Istruzione. Entro metà dicembre il ministro Maria Chiara Carrozza dovrebbe presentare il nuovo programma nazionale, il cosiddetto Pnr. Che da triennale dovrebbe diventare settennale, così da raccordarsi con la pianificazione europea, e al tempo stesso dovrebbe coinvolgere maggiormente le Regioni. Fonte: Il Sole 24 Ore Per maggiori informazioni contattaci, sarà Nostra premura rispondere il prima possibile. [divider_line type="divider_line" el_position="first"] [rev_slider_vc alias="Newsletter" el_position="last"]

 

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