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Incentivi fiscali - Ecobonus agli elettrodomestici

venerdì 05 luglio 2013

Incentivi fiscali - Ecobonus agli elettrodomestici

Condizionatori a "pompa di calore" negli sgravi del 65% sull'efficienza energetica; sgravi fiscali del 50% sulle ristrutturazioni edilizie anche per elettrodomestici classe A+ e – infine – prima apertura alla futura inclusione degli interventi di consolidamento antisismico nel novero di quelli incentivabili. Sono le principali novità che hanno chiuso, ieri al Senato, la prima tappa della discussione sul decreto sull'efficienza energetica varato dal governo all'inizio di giugno. Ora il testo passa alla Camera, dopo essere stato approvato a larga maggioranza dall'aula di Palazzo Madama: 251 sì, nessun contrario e otto astenuti. Condizionatori Dopo una serie di micro-modifiche approvate nella discussione delle commissioni riunite Finanze e Industria, il colpo di scena è arrivato ieri, con l'annuncio del senatore Pdl e sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari, di un emendamento del Governo che riportava le "pompe di calore" nel perimetro di copertura dell'ecobonus del 65%. La novità è scaturita dalla modifica dell'articolo 14 del testo, che ha cassato l'esclusione iniziale stabilita dal decreto legge 63/2013. Di fatto, anche i condizionatori in grado di fare caldo e freddo potranno rientrare negli sgravi, dopo che la Commissione Bilancio ha dato l'ok sulla necessaria copertura: «Nell'ultimo testo approvato si tratta di 200mila euro per quest'anno, 2 milioni di euro per il 2015 e 1,5 milioni per gli anni dal 2015 e 2024», specifica Salvatore Sciascia (Pdl), relatore di maggioranza in aula del provvedimento. I soldi sono stati pescati in un fondo di previsione di spesa del ministero dello Sviluppo (legge 244/2007, articolo 2 comma 616). «Le norme sulle pompe di calore – ha detto il relatore del Pd, Salvatore Tomaselli – allineano l'Italia alla tendenza europea di attenzione alla preservazione dell'ambiente, mentre è motivo di soddisfazione che, all'ultimo, sia stato possibile arricchire il testo con le norme per la prevenzione antisismica». Grandi elettrodomestici In aula è passato anche un emendamento sponsorizzato dal Pdl che consente di includere nel bonus ristrutturazioni del 50% anche «grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione». La detrazione è calcolata su un "imponibile" di 10mila euro «che è aggiuntivo rispetto ai 96mila euro previsti per le opere di ristrutturazione immobiliare», sottolinea il sottosegretario Simona Vicari. Interventi antisismici Novità anche per gli interventi di consolidamento edilizio in funzione antisismica. Con un emendamento dei relatori, condiviso da tutti gli schieramenti, sono stati inclusi anche gli interventi per «il miglioramento antisismico» fra quelli cui si applicano le proroghe agli sgravi sgravi del 50% e del 65%, una volta che gli interventi verranno resi strutturali. La misura, come spiega sempre il relatore Sciascia, «rappresenta solo una indicazione per includere questo tipo di interventi in un testo al di là da venire in cui sarà riorganizzata tutta l'imposizione sugli immobili». «Salvo errori - aggiunge - non ha nessun costo; c'erano parecchi emendamenti che avrebbero comportato oneri aggiuntivi e sono stati bocciati tutti». «Ottimo il risultato ottenuto al Senato inserendo anche la prevenzione antisismica nell'incentivo del 65% - ha commentato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera –. Quando il provvedimento passerà all'esame della Camera lavoreremo per stabilizzare le misure su risparmio energetico e prevenzione antisismica». Tra le misure approvate in commissione e confermate dall'Aula c'è l'attestato di prestazione energetica, che dovrà essere rilasciato per gli edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti o locati. Nel caso di nuovo edificio, l'attestato è prodotto a cura del costruttore, sia in veste di committente o come esecutore in proprio. Negli edifici esistenti l'attestato è a cura del proprietario dell'immobile. Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi Per maggiori informazioni contattaci, sarà Nostra premura risponderti il prima possibile.

 

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