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Dl Lavoro - Start up, regime semplificato

mercoledì 03 luglio 2013

Dl Lavoro - Start up, regime semplificato

Il "Dl Lavoro" (decreto 76/2013) introduce alcune sostanziali modifiche al regime premiale per le cosiddette start up innovative. Sono le imprese individuate dal "decreto crescita" (decreto 179/2012) per le quali quest'ultimo dispone – al rispetto di specifiche condizioni – la concessione di apposite agevolazioni a carattere fiscale, contributivo e contrattuali. Sono start up innovative le imprese costituite in forma di società di capitali, cooperative, purché di diritto italiano oppure societa europea, le cui azioni o quote non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. La normativa, nella versione originaria, prescriveva che a partecipare al capitale di queste imprese dovessero essere, per la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria, esclusivamente persone fisiche, almeno dal momento della costituzione e per i successivi 24 mesi. Con l'intervento del Dl Lavoro, invece, questo vincolo decade. In sostanza, quindi, la partecipazione alle start up può essere detenuta in maggioranza anche da persone giuridiche sin dall'inizio. La disciplina originaria delle start up innovative, inoltre, prescriveva che queste soddisfacessero almeno uno dei seguenti requisiti: • spesa in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 20% del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione; • impiego di personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro; • essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografica di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa. Anche questi tre requisiti, tuttavia, sono stati oggetto di un'attività di revisione. Allo stato, infatti, con le modifiche introdotte, la spesa in ricerca e sviluppo sostenuta dalla start up dovrà corrispondere almeno al 15% (non più al 20%) del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione. Quanto all'impiego di personale altamente qualificato, si ricorda che la normativa originaria disponeva che perlomeno un terzo di dipendenti o collaboratori dovesse essere in possesso di un dottorato di ricerca o avesse in corso un dottorato o, se in possesso di laurea, che avesse svolto almeno tre anni di ricerca. Tale requisito, al momento, può essere sostituito anche con l'impiego di dipendenti o collaboratori (in misura pari ad almeno due terzi del personale complessivo) che siano in possesso di laurea magistrale. Infine, per ciò che attiene al requisito della privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografica di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa, il Dl Lavoro ha espressamente incluso fra queste i diritti un software registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore. A ben vedere, tutte queste modifiche sembrano raggiungere l'obiettivo di rendere "più accessibile" il modello delle start up innovative. Questo non può che contribuire ad accrescerne l'appetibilità. Anche perché va considerato che alle persone fisiche e giuridiche è, rispettivamente, consentito di detrarre o dedurre dal proprio reddito imponibile una parte delle somme investite in tali imprese, sia direttamente che attraverso fondi specializzati. Fonte: Il Sole 24 Ore Per maggiori informazioni contattaci, sarà Nostra premura risponderti il prima possibile.

 

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