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Pmi - Nuova moratoria sui prestiti

mercoledì 03 luglio 2013

Pmi - Nuova moratoria sui prestiti

Una nuova boccata d'ossigeno per le imprese: ieri l'Abi e le organizzazioni imprenditoriali (Confindustria, Alleanza delle coop, Confapi, Confedilizia, Rete Imprese Italia, Coldiretti, Confagricoltura, Confetra, Cia e Claai) hanno firmato un nuovo accordo di moratoria per il credito alle pmi. Le aziende, quindi, potranno beneficiare delle nuove misure adottate ieri per altro un anno, fino a giugno 2014. Per evitare momenti di vuoto, e dare alle banche e agli intermediari finanziari come è stato in passato, il tempo necessario per aderire, l'intesa precedente del febbraio 2012, scaduta il 30 giugno, è stata prorogata fino alla fine di settembre. Le misure, come sottolinea il comunicato diramato ieri dopo l'accordo, considerata l'attuale congiuntura economica in cui non si stanno attenuando le tensioni finanziarie delle imprese, sono state focalizzate maggiormente su quelle pmi che, pur economicamente sane, manifestano un'eccessiva incidenza degli oneri finanziari sul fatturato come conseguenza della diminuzione del giro d'affari per effetto della crisi. Gli interventi previsti sono di tre tipi: sospensione dei finanziamenti, il loro allungamento, operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo dell'attività. Una strategia che si basa sul presupposto della collaborazione tra banche e imprese. «Il metodo del confronto tra le parti anche questa volta ha prevalso. Un confronto teso al senso di responsabilità nell'interesse di tutti, un segnale di un modo di essere e di fare che in questo momento storico particolare del paese è un dovere di tutti», è il commento di Vincenzo Boccia, presidente della Piccola Industria di Confindustria. È un ulteriore sforzo, spiega ancora Boccia, che permette a chi ha già utilizzato la sospensione nel 2009 di poterla richiedere. A chi l'ha utilizzata recentemente consente di usare, continua il presidente della Piccola analizzando le novità dell'intesa, il cosiddetto allungamento fino a 4 anni dei mutui. È importante, ha aggiunto, anche l'ultima parte dell'accordo che «prevede la ricerca e la proposta di soluzioni su molti argomenti, dai Confidi al Fondo di garanzia. Nella sostanza è un altro punto di partenza per costruire un percorso comune. Un atto di grande responsabilità delle parti». A questo punto, secondo Boccia, «occorre essere veloci nelle azioni per intervenire su crescita, debito e deficit, pagamento dei debiti della Pa, in modo da dare un senso a quanto oggetto dell'intesa». Soddisfatti tutti i protagonisti: «Positiva sia la possibilità che pmi e coop avranno di sospendere il pagamento dei mutui per un anno, senza aumento dei tassi di interesse praticati, sia quella di allungare di tre o quattro anni i tempi dei mutui. È un primo segnale interessante la misura che congela i tassi di interesse per imprese e coop che abbiano in corso processi di aggregazione o capitalizzazione», ha commentato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative. Per quanto riguarda la sospensione dei finanziamenti, rientra in questo campo la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing immobiliare e mobiliare. Possono essere ammesse le imprese che non abbiano già usufruito del beneficio concesso in base alla moratoria del febbraio 2013. Sull'allungamento dei finanziamenti prevista la possibilità di allungare la durata dei mutui, in misura maggiore rispetto al precedente accordo (3 anni per i mutui chirografari, 4 per quelli ipotecari); spostare in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa in riferimento all'anticipazione di crediti esigibili; allungare fino a 120 giorni le scadenze di credito agrario di conduzione. Infine si facilitano le operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo di attività: per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale le banche si impegnano a valutare la concessione di un finanziamento proporzionale all'aumento dei mezzi propri realizzati dall'impresa. Nel nuovo accordo vengono individuati una serie di temi strategici di interesse comune per sviluppare le relazioni tra banche e imprese: nei prossimi mesi le parti si incontreranno per definire eventualmente altre specifiche intese e definiranno proposte da avanzare al governo e alle istituzioni. Fonte: Il Sole 24 Ore Per maggiori informazioni contattaci, sarà Nostra premura risponderti il prima possibile.

 

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