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Automotive - Accordi per l'innovazione nella filiera

29 set 2026

Agevolazioni per ricerca e sviluppo nella filiera

Il bando Accordi per l’innovazione nella filiera automotive 2026 sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale con spese ammissibili comprese tra 5 e 40 milioni di euro. 

L’iniziativa si rivolge alle imprese che investono in tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, contribuendo all’innovazione e alla riconversione della filiera automotive.

In cosa consiste l’agevolazione?

Gli Accordi per l’innovazione Automotive 2026 finanziano progetti di ricerca e sviluppo ad alto impatto tecnologico, finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi oppure al miglioramento significativo di quelli esistenti.

La misura favorisce lo sviluppo di soluzioni per ridurre le emissioni, aumentare l’efficienza dei veicoli e accompagnare la trasformazione industriale delle imprese della filiera.

L’accesso alle agevolazioni prevede una valutazione del progetto e la definizione di un Accordo per l’innovazione tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche coinvolte nel cofinanziamento. 

Chi può accedere al bando?

Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione, comprese PMI e grandi imprese, con almeno due bilanci approvati, che esercitano attività industriali, artigiane, di servizi all’industria o di ricerca, secondo i requisiti previsti dal bando.

Tra i beneficiari rientrano:

  • imprese industriali e artigiane;
  • imprese che svolgono attività di servizi all’industria ammesse dalla normativa;
  • centri di ricerca;
  • organismi di ricerca, esclusivamente come co-proponenti di progetti congiunti.

I progetti possono essere presentati singolarmente oppure in forma congiunta, fino a un massimo di cinque soggetti, incluso il capofila.

Sono escluse le imprese agricole e agroindustriali indicate dalla disciplina del bando. Restano inoltre fuori dal perimetro della misura le attività relative ai settori aeronautico, ferroviario e navale e le imprese che svolgono esclusivamente commercializzazione, distribuzione, intermediazione, noleggio o rivendita.

L’ammissibilità richiede quindi di verificare sia le caratteristiche dell’impresa sia la coerenza del progetto con la filiera automotive.

Quali sono gli interventi e le spese ammissibili?

Sono ammissibili progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale con costi compresi tra 5 e 40 milioni di euro, riconducibili a una delle aree di intervento previste:

  • Nuovi veicoli e soluzioni di mobilità: sviluppo di veicoli, sistemi di alimentazione e propulsione che migliorino l’efficienza e riducano le emissioni.
  • Componenti e tecnologie avanzate: sviluppo di parti, sistemi e soluzioni per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura.
  • Diversificazione e riconversione industriale: progetti verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, anche a potenziale dual use, purché concretamente interoperabili con la mobilità sostenibile.

Le principali categorie di spesa ammissibili comprendono:

  • Personale: ricercatori, tecnici e personale ausiliario impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo.
  • Strumenti e attrezzature nuovi: per la quota e il periodo di utilizzo nel progetto.
  • Consulenze e servizi: ricerca contrattuale, servizi connessi al progetto e acquisizione o licenza di brevetti, know-how e risultati di ricerca.
  • Spese generali e materiali: riconosciuti complessivamente a forfait nella misura del 20% dei costi ammissibili di personale, strumenti e attrezzature, consulenze e servizi.

I progetti devono essere realizzati in unità locali sul territorio nazionale, avere una durata compresa tra 18 e 36 mesi ed essere avviati dopo la presentazione della domanda. È inoltre richiesto il rispetto del principio DNSH, ossia non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali.

In cosa consiste il contributo?

L’agevolazione prevede un contributo diretto alla spesa, a fondo perduto, e un eventuale finanziamento agevolato da restituire. I limiti base dell’intensità di aiuto sono pari al:

  • 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale;
  • 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale.

Le imprese possono richiedere anche un finanziamento agevolato fino al 20% dei costi ammissibili del progetto.

Per i progetti congiunti che prevedono una collaborazione effettiva tra almeno un’impresa e uno o più organismi di ricerca, sono previste maggiorazioni del contributo diretto fino a:

  • 10 punti percentuali per PMI e organismi di ricerca;
  • 5 punti percentuali per grandi imprese.

L’importo effettivamente concedibile dipende dalla composizione del progetto e dal rispetto dei limiti applicabili agli aiuti di Stato. Il finanziamento agevolato concorre alla verifica di tali limiti attraverso il proprio equivalente sovvenzione lordo: la sua percentuale non si somma automaticamente a quella del contributo a fondo perduto. 

Quando si può presentare la domanda?

Le domande possono essere presentate dal 25 novembre 2026, alle ore 10:00, esclusivamente online attraverso la piattaforma del soggetto gestore, Mediocredito Centrale.

L’invio è consentito nei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 18:00, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. La procedura di precompilazione sarà disponibile dall’11 novembre 2026.

Il bando prevede una procedura valutativa a sportello. Le domande presentate nello stesso giorno sono considerate pervenute nello stesso istante, indipendentemente dall’orario di invio.

Se le risorse residue non consentono di accogliere tutte le domande della stessa giornata, l’ammissione all’istruttoria avviene secondo una graduatoria basata sugli indicatori economico-finanziari individuati dalla normativa aggiornata. Preparare in anticipo il piano di sviluppo e la documentazione permette di verificare la completezza della richiesta prima dell’apertura.

Vuoi sapere se la tua azienda può accedere al contributo?

Gli Accordi per l’innovazione Automotive 2026 possono rappresentare un’opportunità concreta per le imprese che intendono sviluppare nuove tecnologie, innovare componenti e sistemi per la mobilità sostenibile o avviare percorsi di riconversione industriale.

La procedura valutativa a sportello e la dimensione dei progetti rendono particolarmente importante verificare per tempo i requisiti dell’impresa, l’ammissibilità delle spese, la sostenibilità economico-finanziaria e la corretta impostazione del piano di ricerca e sviluppo.

System Consulting può supportare l’impresa nella verifica dei requisiti, nell’analisi degli interventi agevolabili e nella predisposizione della domanda di agevolazione.

Stai valutando un progetto di ricerca e sviluppo nella filiera automotive? Contattaci per una prima verifica di fattibilità e scopri se il tuo progetto può accedere alle agevolazioni.

Il nostro Team di professionisti saprà dare il giusto valore al tuo progetto

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